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INDICE

Art. 22 - (opposizione all'ordinanza - ingiunzione)

Art. 22-bis - (Competenza per il giudizio di opposizione)

Art. 23 - (Giudizio di opposizione)



LEGGE 24 NOVEMBRE 1981, N. 689.

MODIFICHE AL SISTEMA PENALE.

CAPO I

LE SANZIONI AMMINISTRATIVE

SEZIONE II

APPLICAZIONE

Art. 22

(OPPOSIZIONE ALL'ORDINANZA-INGIUNZIONE)

1 - CONTRO LA ORDINANZA-INGIUNZIONE DI PAGAMENTO E CONTRO L'ORDINANZA CHE DISPONE LA SOLA CONFISCA, GLI INTERESSATI POSSONO PROPORRE OPPOSIZIONE DAVANTI AL GIUDICE DEL LUOGO IN CUI E' STATA COMMESSA LA VIOLAZIONE INDIVIDUATO A NORMA DELL'ARTICOLO 22-BIS, ENTRO IL TERMINE DI TRENTA GIORNI DALLA NOTIFICAZIONE DEL PROVVEDIMENTO.

2 - IL TERMINE E' DI SESSANTA GIORNI SE L'INTERESSATO RISIEDE ALL'ESTERO.

3 - L'OPPOSIZIONE SI PROPONE MEDIANTE RICORSO, AL QUALE E' ALLEGATA L'ORDINANZA NOTIFICATA.

4 - IL RICORSO DEVE CONTENERE ALTRESI', QUANDO L'OPPONENTE NON ABBIA INDICATO UN SUO PROCURATORE, LA DICHIARAZIONE DI RESIDENZA O LA ELEZIONE DI DOMICILIO NEL COMUNE DOVE HA SEDE IL GIUDICE ADITO.

5 - SE MANCA L'INDICAZIONE DEL PROCURATORE OPPURE LA DICHIARAZIONE DI RESIDENZA O LA ELEZIONE DI DOMICILIO, LE NOTIFICAZIONI AL RICORRENTE VENGONO ESEGUITE MEDIANTE DEPOSITO IN CANCELLERIA.

6 - QUANDO E' STATO NOMINATO UN PROCURATORE, LE NOTIFICAZIONI E LE COMUNICAZIONI NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO SONO EFFETTUATE NEI SUOI CONFRONTI SECONDO LE MODALITA' STABILITE DAL CODICE DI PROCEDURA CIVILE.

7 - L'OPPOSIZIONE NON SOSPENDE L'ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO, SALVO CHE IL GIUDICE, CONCORRENDO GRAVI MOTIVI, DISPONGA DIVERSAMENTE CON ORDINANZA INOPPUGNABILE.

Art. 22-bis

(COMPETENZA PER IL GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE)

1 - SALVO QUANTO PREVISTO DAI COMMI SEGUENTI, L'OPPOSIZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 22 SI PROPONE DAVANTI AL GIUDICE DI PACE.

2 - L'OPPOSIZIONE SI PROPONE DAVANTI AL TRIBUNALE QUANDO LA SANZIONE E' STATA APPLICATA PER UNA VIOLAZIONE CONCERNENTE DISPOSIZIONI IN MATERIA:

A) DI TUTELA DEL LAVORO, DI IGIENE SUI LUOGHI DI LAVORO E DI PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO;

B) DI PREVIDENZA E ASSISTENZA OBBLIGATORIA;

C) URBANISTICA ED EDILIZIA;

D) DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO, DELLA FLORA, DELLA FAUNA E DELLE AREE PROTETTE;

E) DI IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLE BEVANDE;

F) DI SOCIETA' E DI INTERMEDIARI FINANZIARI;

G) TRIBUTARIA E VALUTARIA.

3 - L'OPPOSIZIONE SI PROPONE ALTRESI' DAVANTI AL TRIBUNALE:

A) SE PER LA VIOLAZIONE E' PREVISTA UNA SANZIONE PECUNIARIA SUPERIORE NEL MASSIMO A LIRE TRENTA MILIONI;

B) QUANDO, ESSENDO LA VIOLAZIONE PUNITA CON SANZIONE PECUNIARIA PROPORZIONALE SENZA PREVISIONE DI UN LIMITE MASSIMO, E' STATA APPLICATA UNA SANZIONE SUPERIORE A LIRE TRENTA MILIONI;

C) QUANDO E' STATA APPLICATA UNA SANZIONE DI NATURA DIVERSA DA QUELLA PECUNIARIA, SOLA O CONGIUNTA A QUEST'ULTIMA, FATTA ECCEZIONE PER LE VIOLAZIONI PREVISTE DAL REGIO DECRETO 21 DICEMBRE 1933, N. 1736(disposizioni sull'assegno bancario, sull'assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia), DALLA LEGGE 15 DICEMBRE 1990, N. 386 (nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari) E DAL DECRETO LEGISLATIVO 30 APRILE 1992, N. 285 (nuovo codice della strada).

4 - RESTANO SALVE LE COMPETENZE STABILITE DA DIVERSE DISPOSIZIONI DI LEGGE.

Art. 23

(GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE)

1 - IL GIUDICE, SE IL RICORSO E' PROPOSTO OLTRE IL TERMINE PREVISTO DAL PRIMO COMMA DELL' ARTICOLO 22 , NE DICHIARA L'INAMMISSIBILITA' CON ORDINANZA RICORRIBILE PER CASSAZIONE.

2 - SE IL RICORSO E' TEMPESTIVAMENTE PROPOSTO, IL GIUDICE FISSA L'UDIENZA DI COMPARIZIONE CON DECRETO, STESO IN CALCE AL RICORSO, ORDINANDO ALL'AUTORITA' CHE HA EMESSO IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO DI DEPOSITARE IN CANCELLERIA, DIECI GIORNI PRIMA DELLA UDIENZA FISSATA, COPIA DEL RAPPORTO CON GLI ATTI RELATIVI ALLO ACCERTAMENTO, NONCHE' ALLA CONTESTAZIONE O NOTIFICAZIONE DELLA VIOLAZIONE. IL RICORSO ED IL DECRETO SONO NOTIFICATI, A CURA DELLA CANCELLERIA, ALL'OPPONENTE O, NEL CASO SIA STATO INDICATO, AL SUO PROCURATORE, E ALL'AUTORITA' CHE HA EMESSO L'ORDINANZA.

3 - TRA IL GIORNO DELLA NOTIFICAZIONE E L'UDIENZA DI COMPARIZIONE DEVONO INTERCORRERE I TERMINI PREVISTI DALL'ARTICOLO 163-BIS DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE (Tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell'udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di sessanta giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centoventi giorni se si trova all'estero.

Nelle cause che richiedono pronta spedizione il presidente può, su istanza dell'attore e con decreto motivato in calce all'atto originale e delle copie della citazione, abbreviare fino alla metà i termini indicati nel primo comma.

Se il termine assegnato dall'attore eccede il minimo indicato dal primo comma, il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, può chiedere al presidente del tribunale, che, sempre osservata la misura di quest'ultimo termine, l'udienza di comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall'attore. Il presidente provvede con decreto, che deve essere comunicato dal cancelliere all'attore, almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza fissata dal presidente.)

4 - L'OPPONENTE E L'AUTORITA' CHE HA EMESSO L'ORDINANZA POSSONO STARE IN GIUDIZIO PERSONALMENTE; L'AUTORITA' CHE HA EMESSO L'ORDINANZA PUO' AVVALERSI ANCHE DI FUNZIONARI APPOSITAMENTE DELEGATI.

5 - SE ALLA PRIMA UDIENZA L'OPPONENTE O IL SUO PROCURATORE NON SI PRESENTANO SENZA ADDURRE ALCUN LEGITTIMO IMPEDIMENTO, IL GIUDICE, CON ORDINANZA RICORRIBILE PER CASSAZIONE, CONVALIDA IL PROVVEDIMENTO OPPOSTO, PONENDO A CARICO DELL'OPPONENTE ANCHE LE SPESE SUCCESSIVE ALL'OPPOSIZIONE.

6 - NEL CORSO DEL GIUDIZIO IL GIUDICE DISPONE, ANCHE D'UFFICIO, I MEZZI DI PROVA CHE RITIENE NECESSARI E PUO' DISPORRE LA CITAZIONE DI TESTIMONI ANCHE SENZA LA FORMULAZIONE DI CAPITOLI.

7 - APPENA TERMINATA L'ISTRUTTORIA IL GIUDICE INVITA LE PARTI A PRECISARE LE CONCLUSIONI ED A PROCEDERE NELLA STESSA UDIENZA ALLA DISCUSSIONE DELLA CAUSA, PRONUNCIANDO SUBITO DOPO LA SENTENZA MEDIANTE LETTURA DEL DISPOSITIVO. TUTTAVIA, DOPO LA PRECISAZIONE DELLE CONCLUSIONI, IL GIUDICE, SE NECESSARIO, CONCEDE ALLE PARTI UN TERMINE NON SUPERIORE A DIECI GIORNI PER IL DEPOSITO DI NOTE DIFENSIVE E RINVIA LA CAUSA ALL'UDIENZA IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVA ALLA SCADENZA DEL TERMINE PER LA DISCUSSIONE E LA PRONUNCIA DELLA SENTENZA.

8 - IL GIUDICE PUO' ANCHE REDIGERE E LEGGERE, UNITAMENTE AL DISPOSITIVO, LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA, CHE E' SUBITO DOPO DEPOSITATA IN CANCELLERIA.

9 - A TUTTE LE NOTIFICAZIONI E COMUNICAZIONI OCCORRENTI SI PROVVEDE D'UFFICIO.

10 - GLI ATTI DEL PROCESSO E LA DECISIONE SONO ESENTI DA OGNI TASSA E IMPOSTA.

11 - CON LA SENTENZA IL GIUDICE PUO' RIGETTARE L'OPPOSIZIONE, PONENDO A CARICO DELL'OPPONENTE LE SPESE DEL PROCEDIMENTO O ACCOGLIERLA, ANNULLANDO IN TUTTO O IN PARTE LA ORDINANZA O MODIFICANDOLA ANCHE LIMITATAMENTE ALL'ENTITA' DELLA SANZIONE DOVUTA. NEL GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE DAVANTI AL GIUDICE DI PACE NON SI APPLICA L'ARTICOLO 113, SECONDO COMMA, DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE (Il giudice di pace decide secondo equità le cause il cui valore non eccede lire due milioni).

12 - IL GIUDICE ACCOGLIE L'OPPOSIZIONE QUANDO NON VI SONO PROVE SUFFICIENTI DELLA RESPONSABILITA' DELL'OPPONENTE.

13 - LA SENTENZA E' INAPPELLABILE MA E' RICORRIBILE PER CASSAZIONE.

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